Oramai i telefoni cellulari, ed ancora di più i social, hanno pervaso le nostre esistenze. Rappresentano delle appendici fisse.
che racconta quanto gli smartphone e le loro applicazioni agiscano nelle nostre vite come un secondo respiro.
A me pare che non siamo pienamente consapevoli del condizionamento che tutto questo ci porta.
Variano le nostre percezioni, il senso del pericolo, il modo di pensare e di agire, il nostro giudizio.
Galateo, codici civile, penale, di procedura civile e penale, codice della strada ... ogni norma si dilata e assume significato differente.
Abbiamo preso a vivere, tutto ad un tratto, abbandonando ogni disciplina.
Un paio d giorni fa, sulle tante chat di gruppo che popolano la messaggistica istantanea, son girate delle schermate che a me hanno fatto riflettere non poco, sia per il contenuto che per le reazioni che hanno attivato.
Alle ore 12,57 del 22 aprile appare questo post sulla bacheca di Tizio, chiamiamolo Tizio ed evitiamo equivoci di sorta, anche se il post è pubblico
Passa poco meno di mezz'ora e sulla bacheca di Caio - anche per questo evitiamo l'equivoco e teniamocelo anonimamente denominato Caio - appare un post simile
Commenti a favore, contro, espressione di odio, amore, stupore, piacere sulle bacheche dei due
Raccontano lo stesso episodio, uno accusa l'altro, testimoni i bimbi ma il popolo di facebook è pronto a sentenziare e ad esprimere consenso e dissenso sulla base di ... ehhmmm ... sulla base di ... ? ... io proprio non riesco a rispondere razionalmente
Nessuno ha assistito alla scena ma i lettori sono stati capaci di un giudizio sintetico.
Cosa determina i 243 like contro gli altri 86?
Nessuno ha visto la scena.
A detta dei due, uno ha offeso l'altro.
Se i lettori fossero dei giudici popolari determinerebbero l'assoluzione o la condanna di uno dei due.
Vi rendete conto di quanto siamo superficiali quando ci esprimiamo con la pancia, senza mettere in moto il cervello?
Ultimo, ma a noi cosa caxxo ce ne frega di due che bisticciano per i fatti loro? Quale sensazionale avvenimento rappresenta assistere alla manifestazione di vittimismo di uno e dell'altro?
A settembre 2017 hanno presentato un bel film/documentario, It's People Like Us,
che racconta quanto gli smartphone e le loro applicazioni agiscano nelle nostre vite come un secondo respiro.
A me pare che non siamo pienamente consapevoli del condizionamento che tutto questo ci porta.
Variano le nostre percezioni, il senso del pericolo, il modo di pensare e di agire, il nostro giudizio.
Galateo, codici civile, penale, di procedura civile e penale, codice della strada ... ogni norma si dilata e assume significato differente.
Abbiamo preso a vivere, tutto ad un tratto, abbandonando ogni disciplina.
Un paio d giorni fa, sulle tante chat di gruppo che popolano la messaggistica istantanea, son girate delle schermate che a me hanno fatto riflettere non poco, sia per il contenuto che per le reazioni che hanno attivato.
Alle ore 12,57 del 22 aprile appare questo post sulla bacheca di Tizio, chiamiamolo Tizio ed evitiamo equivoci di sorta, anche se il post è pubblico
Commenti a favore, contro, espressione di odio, amore, stupore, piacere sulle bacheche dei due
Raccontano lo stesso episodio, uno accusa l'altro, testimoni i bimbi ma il popolo di facebook è pronto a sentenziare e ad esprimere consenso e dissenso sulla base di ... ehhmmm ... sulla base di ... ? ... io proprio non riesco a rispondere razionalmente
Nessuno ha assistito alla scena ma i lettori sono stati capaci di un giudizio sintetico.
Cosa determina i 243 like contro gli altri 86?
Nessuno ha visto la scena.
A detta dei due, uno ha offeso l'altro.
Se i lettori fossero dei giudici popolari determinerebbero l'assoluzione o la condanna di uno dei due.
Vi rendete conto di quanto siamo superficiali quando ci esprimiamo con la pancia, senza mettere in moto il cervello?
Ultimo, ma a noi cosa caxxo ce ne frega di due che bisticciano per i fatti loro? Quale sensazionale avvenimento rappresenta assistere alla manifestazione di vittimismo di uno e dell'altro?

